Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One: A Star Wars Story
Un film di Gareth Edwards
Con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Forest Whitaker, Donnie Yen, Jiang Wen, Alan Tudyk, Jonathan Aris, James Earl Jones, Genevieve O’Reilly, Warwick Davis, Valene Kane
Titolo originale Rogue One: A Star Wars Story
Fantascienza, Ratings: Kids+13, durata 133 min.
USA 2016.

 

 

Scritto da Chris Weitz e Tony Gilroy da un’idea del supervisore agli effetti speciali John Knoll, Rogue One è il primo film della serie Anthology, una collezione di film a sé stanti ambientati nell’universo di Guerre stellari. Il film è prodotto dalla Lucasfilm e distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures. Le riprese del film sono cominciate ad agosto 2015 a Londra. Ambientata poco prima degli eventi di Una nuova speranza, la pellicola è incentrata su un gruppo di spie ribelli in missione per rubare i piani della nuova arma dell’Impero Galattico, la Morte Nera.


“Rogue One è “una storia di Star Wars”, una delle tante possibili nell’universo sviluppatosi dal Big Bang mentale di George Lucas, oggi in piena, rinnovata espansione. La Disney promette già un capitolo dietro l’altro, come sta facendo con l’acquisita Marvel, e allora forse, tra qualche anno, Rogue One non apparirà più grande di una “stellina” nel firmamento della saga, ma, anche fosse, sarà una stella con una sua luce propria, solida e brillante, per ragioni diverse e concorrenti.
Prima, la sua posizione geografica nella mappa stellare: temporalmente precedente al quarto (Una nuova speranza) e successivo al terzo (La vendetta dei Sith), questo episodio è contenuto niente meno che da quarant’anni in quella prima didascalia scorrevole del primo Guerre Stellari di sempre (“…Navi spaziali ribelli, dopo aver colpito una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio Impero Galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani tecnici dell’arma decisiva dell’Impero, la Morte Nera…”). C’è poi la sua posizione simbolica, all’indomani del primo capitolo del nuovo canone, firmato J.J. Abrams: un film che, nel bene o nel male, al di là della sua natura di calco, ha mantenuto la promessa di risarcire i fan delusi dalla seconda trilogia di Lucas e di riportarli “a casa”. Infine, la sua posizione estetica: di gran lunga più interessante, più polverosa e action, di quella proposta dal “Risveglio della forza”.
Soprattutto, Rogue One , pur inserendosi a cuneo come un “midquel”, è un episodio indipendente, che sa sfruttare la libertà che deriva da questa indipendenza per fare quello che Abrams non ha voluto o potuto fare, vale a dire raccontare una nuova storia. Estraendo la giovane Jyn dal nascondiglio sotterraneo, il personaggio di Whitaker dissotterra letteralmente qualcosa che era ancora sepolto, riportando in superficie il piacere dell’invenzione.
Il film ci mette un bel po’ ad ingranare, ma, una volta che la squadra è al completo, non ha incertezze né cadute di tono. Presi singolarmente i componenti dell’equipaggio non appaiono straordinari: non lo è il droide che fa calcoli probabilistici né l’orientale cieco che crede nella Forza, ma è l’eroismo del gruppo a funzionare. Lì c’è Star Wars. Non solo e non tanto nelle apparizioni digitali, a loro modo ologrammatiche, dei vecchi eroi, ma nel sacrificio dei nuovi, che, rapidi come meteore, brevi come vite di santi, si fanno subito leggenda. L’impronta della serie è chiaramente anche altrove: nella coppia Felicity Jones-Diego Luna (il quale sfugge dal sabotare involontariamente il film, riprendendo punti sul fronte romantico), nei salti nell’iperspazio, nelle scene canoniche nelle città piantonate dall’esercito e nei bar malfamati, nel tema musicale di Darth Vader. Ma è più che mai nella sua indipendenza dall’obbligo di far tornare i conti a colpi di spiegoni che sta la felicità del film di Gareth Edwards: un “pilota” che non avrà un gran senso dell’umorismo, ma sa come diavolo si manovra un film di fantascienza.”
(Marianna Cappi for MyMovies)

Lo scienziato Galen Erso, dopo aver lavorato per anni per l’Impero Galattico, si è ritirato sul pianeta Lah’mu, dove vive insieme alla moglie Lyra e alla figlia Jyn Erso. Erso viene raggiunto dal Direttore Imperiale Orson Krennic, che uccide Lyra e costringe lo scienziato a completare la progettazione della Morte Nera, una grande stazione spaziale capace di distruggere interi pianeti. Jyn riesce a fuggire e viene salvata dal ribelle Saw Gerrera. Quindici anni dopo, Erso convince Bodhi Rook, un pilota imperiale, a portare all’Alleanza Ribelle un messaggio per informarli dell’esistenza della Morte Nera, ma questi viene catturato dalla fazione estremista di Gerrera. Jyn, ormai adulta, viene fatta evadere da una prigione imperiale dai ribelli, che vogliono usarla per rintracciare Galen e ucciderlo, impedendo così che l’arma venga completata.
Jyn, insieme all’ufficiale ribelle Cassian Andor e al droide K-2SO, si reca sul pianeta Jedha per incontrare Gerrera, che le mostra il messaggio inviato da Galen; nel messaggio lo scienziato rivela di aver deliberatamente inserito una vulnerabilità nel reattore centrale della Morte Nera che, se colpito, provocherebbe la distruzione dell’intera stazione. Nel frattempo il Governatore Tarkin incontra Krennic a bordo della Morte Nera ed esprime i suoi dubbi sull’effettiva potenzialità dell’arma. Krennic dimostra il potere della Morte Nera distruggendo Jedha City; Jyn e il suo gruppo, a cui si sono aggiunti il monaco cieco Chirrut Îmwe e il guerriero Baze Malbus, sono costretti a fuggire, ma Saw rimane ucciso. Tarkin decide di prendere lui stesso il controllo della stazione, usando come scusa le falle nella sicurezza avvenute sotto il comando di Krennic.
Rook conduce Jyn sul pianeta Eadu, dove si trova un centro di ricerca imperiale in cui lavora Galen. Contemporaneamente Krennic si incontra con Galen, che rivela di aver tradito l’Impero. I ribelli attaccano il centro di ricerca, provocando la morte di Galen. Krennic ordina di analizzare tutte le informazioni raccolte da Galen negli anni per scoprire cosa egli abbia inviato all’Alleanza Ribelle e riabilitare in tal modo il proprio nome. Jyn propone all’Alleanza Ribelle di sottrarre i piani di progettazione della Morte Nera ai database imperiali su Scarif, ma il comando ribelle, in assenza di vere prove per verificare il racconto di Jyn, respinge il piano. Jyn raduna un gruppo di volontari per recarsi segretamente su Scarif; utilizzando il nome in codice “Rogue Uno”, il gruppo riesce a eludere i controlli e a fuggire a bordo di un’astronave rubata. Arrivati su Scarif, Jyn, Cassian e K-2SO si infiltrano nel complesso e rubano i piani, mentre gli altri ribelli effettuano delle azioni d’attacco per distrarre le truppe imperiali. Saputo del piano di Jyn, l’Alleanza Ribelle decide di correre in suo aiuto e fornirle supporto. K-2SO, Chirrut, Baze e Rook si sacrificano per permettere a Jyn e Cassian di recuperare i piani. Krennic raggiunge Jyn, ma viene colpito da Cassian.
Venuto a conoscenza dell’attacco ribelle, Tarkin decide di utilizzare la Morte Nera per distruggere il complesso su Scarif ed eliminare in tal modo qualsiasi minaccia. Jyn riesce a inviare i piani della Morte Nera alla nave di comando dell’Alleanza Ribelle, ma rimane uccisa insieme ai suoi compagni e a Krennic quando la Morte Nera distrugge la base. La nave ribelle viene assaltata dai soldati imperiali guidati da Darth Vader. Un gruppo di ribelli riesce a fuggire a bordo di una corvetta corelliana, portando con loro i piani rubati. I piani vengono affidati a Leia Organa, principessa di Alderaan, convinta che tali informazioni daranno una nuova speranza all’Alleanza Ribelle.

Part One

Part Two

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