George Harrison – All Thing Must Pass (30th Anniversary Edition Remastered)

All Things Must Pass è il terzo album solista di George Harrison (il primo dopo lo scioglimento dei Beatles), uscito il 30 novembre 1970 su etichetta Apple Records. Il vinile originalmente pubblicato era costituito da due LP di canzoni rock e in più un terzo LP di jam session. All Things Must Pass fu il primo album triplo pubblicato da un artista solista e fu un successo sia di critica che di pubblico raggiungendo il 1º posto in classifica in Gran Bretagna e Stati Uniti. Quando uscì sorprese notevolmente la critica, che aveva sottovalutato per lungo tempo il talento del chitarrista ed ottenne un notevole successo di pubblico, arrivando a vendere sette milioni di copie in tutto il mondo, di cui circa la metà negli Stati Uniti. Nel 2001 è stato certificato disco di platino.
Già a partire dal 1966, Harrison cominciò ad accumulare nei Beatles una grande quantità di materiale inedito. Le canzoni The Art of Dying e Isn’t It a Pity risalgono proprio a quella data. Nei bootlegs delle sessioni di Get Back, l’artista ha rivelato come volesse offrire la seconda delle due canzoni a Frank Sinatra. Durante il 1968, Harrison raccolse altro materiale inedito e mentre si trovava a Woodstock con Bob Dylan in quell’anno, i due registrarono insieme I’d Have You Anytime e Nowhere to Go, ma solo la prima venne poi inclusa nell’album.
Nel gennaio 1969, Harrison produsse gli abbozzi embrionali di canzoni che poi sarebbero apparse nell’album, quali Hear Me Lord, Let It Down, e Window, Window, ma nessuna di queste venne completata per intero durante le sessioni; anche Wah-Wah venne scritta in quel clima tesissimo per i Beatles. Cominciò poi a comporre My Sweet Lord mentre era in tournée con i Delaney & Bonnie nel tardo 1969. Infine nel maggio 1970, andò a visitare Dylan durante la registrazione di New Morning, e lì registrò una cover di If Not for You. A questo punto Harrison diede il via alle registrazioni per il suo nuovo album solista, il primo e ufficiale dopo lo scioglimento dei Beatles.
Harrison registrò l’album tra maggio e agosto del 1970, avvalendosi della collaborazione preziosa di Phil Spector, famoso per il suo “Wall of Sound” che diede all’album una sonorità pesante e semi-orientale, molto differente dalla produzione beatlesiana, e tipica della produzione di Spector degli anni sessanta/settanta. Tale sonorità venne compromessa, secondo il parere dello stesso Harrison, con la masterizzazione in digitale dell’album per la prima ristampa in CD, che quindi non gli piacque per niente.
Nel tardo maggio 1970, Harrison fece sentire a Spector le canzoni registrate fino ad allora tramite l’ausilio di chitarra e di un bassista semisconosciuto. Di tutte le canzoni selezionate, ben otto saranno scartate dal prodotto finale e tuttora mai ufficialmente pubblicate. Altre invece subiranno un pesante riarrangiamento; infine altre saranno completate negli album a venire, come Beautiful Girl pubblicata su Thirty Three & 1/3 e I Don’t Want to Do It che dovrà attendere ben 15 anni prima di essere inserita nella colonna sonora di Porky’s Revenge. Le canzoni escluse dall’album furono Cosmic Empire, Mother Divine, Nowhere to Go, Tell Me What Has Happened With You, e Window, Window così come Gopala Krishnai e Dehradun, che vennero tagliate nel montaggio finale dell’album.
I musicisti che presero parte alle registrazioni furono parecchi, tra cui Eric Clapton, grande amico di Harrison, Klaus Voormann, Alan White e Ringo Starr, mentre dietro il tutto si “annida” l’organo di Billy Preston.

Disc 1:
01 – I’d Have You Anytime (3:00)
02 – My Sweet Lord (4:43)
03 – Wah-Wah (5:39)
04 – Isn’t It A Pity (7:13)
05 – What Is Life (4:27)
06 – If Not For You (3:33)
07 – Behind That Locked Door (3:10)
08 – Let It Down (5:01)
09 – Run Of The Mill (2:52)
10 – I Live For You (Outtake) (3:37)
11 – Beware Of Darkness (Demo) (3:22)
12 – Let It Down (Demo) (3:55)
13 – What Is Life (Backing Track) (4:27)
14 – My Sweet Lord (2000) (4:57)

Disc 2:
01 – Beware Of Darkness (3:52)
02 – Apple Scruffs (3:09)
03 – Ballad Of Sir Frankie Crisp (Let It Roll) (3:52)
04 – Awaiting On You All (2:50)
05 – All Things Must Pass (3:47)
06 – I Dig Love (5:00)
07 – Art Of Dying (3:43)
08 – Isn’t It A Pity (Version Two) (4:51)
09 – Hear Me Lord (6:00)
Original Jam:
10 – It’s Johnny’s Birthday (0:49)
11 – Plug Me In (3:19)
12 – I Remember Jeep (8:09)
13 – Thanks For The Pepperoni (5:32)
14 – Out Of The Blue (11:16)

Il singolo My Sweet Lord ebbe un successo mondiale strepitoso, bissato negli Stati Uniti da What Is Life. La canzone però, provocò a Harrison una causa per plagio intentata dai detentori dei diritti del successo del 1963 delle Chiffons, He’s So Fine — una questione che si sarebbe protratta per anni. George spiegò che si era ispirato al brano gospel Oh Happy Day e non al brano delle Chiffons. Più tardi, un giudice stabilì che Harrison aveva inconsapevolmente copiato la melodia della canzone; la qual cosa ispirò Harrison a scrivere il brano This Song. George acquistò anche i diritti di He’s So Fine in modo da prevenire qualsiasi altra grana futura.
L’album raggiunse il primo posto negli Stati Uniti per sette settimane e anche in Gran Bretagna (come recentemente dimostrato – l’articolo è disponibile sul sito ufficiale di George Harrison alla voce “News”), Australia, Canada, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, il secondo in Italia, il quarto in Giappone ed il decimo in Germania ed è unanimemente considerato dai critici il miglior lavoro di George Harrison solista. Avendo vinto 6 dischi di platino è l’album di un Beatle solista ad avere venduto di più.

AllThing Must Pass

3 pensieri riguardo “George Harrison – All Thing Must Pass (30th Anniversary Edition Remastered)

  • gennaio 5, 2017 in 9:36 am
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    Album appena comprato a Natale come autoregalo . Davvero bellissimo. Il miglior album solista di un membro al di fuori dei Beatles.

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  • gennaio 5, 2017 in 1:18 pm
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    Un capolavoro assoluto……da avere assolutamente.Fantasy saluta.

    Risposta
  • gennaio 6, 2017 in 6:42 pm
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    Grande disco, con l’aggiunta di stupendi bonus…

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